postato da Archiweb alle ore 17:55
lunedì, 30 gennaio 2006

Abitare un’idea costruita. Con il Pensatoio NuvolaB riunisce tutte le fasi dell’abitare: dalla sua ideazione, alla costruzione, e da questa all’abitare fisico del costruito.

      


Il Pensatoio è una casa di vacanza di 72 mq. Al suo interno trovano spazio tre volumi compatti che definiscono funzioni e percorsi all’interno dell’abitazione. Il bagno al centro della pianta si affaccia alle due camere da letto, arretrate nel terreno e dall’aspetto riservato, creando una zona notte accessibile da entrambi i lati del soggiorno che avviluppa la cucina e il bagno. La condizione di centralità del bagno libera il soggiorno su tre lati, da cui si apre con pareti vetrate circondate da listelli frangisole.

 

 

Un architettura che nonostante le sue modeste dimensioni, raccoglie ed indaga una molteplicità di valide tematiche.

 

 

L’auto-costruzione innanzitutto. Costruire a regola d’arte, l’arte del costruire. Frasi che la ricerca architettonica contemporanea ha imparato a gestire con una pratica professionale arricchita dai “collaboratori” che in molti casi impigrisce i rapporti diretti con il cantiere. Il cantiere è la macchina del costruire. Nel cantiere gradualmente le fabbriche prendono corpo e consistenza fisica. E se sui tavoli schizziamo le nostre tele, è nel cantiere che si scolpisce l’opera. NuvolaB si auto-costruisce il Pensatoio. Dallo scavo delle fondazioni alla posa delle tegole. Un valido esperimento didattico ma ancor più una presa di coscienza di cosa voglia dire progettare con i materiali propri del mestiere, unito alla fatica del cantiere che comodamente seduti in uno studio con aria condizionata è difficile da immaginare.

 

 

L’eco-compatibilità. Il Pensatoio è un edificio intelligentemente plasmato ed inserito dolcemente nel contesto delle colline maremmane. Le terrazze appiattiscono l’abitazione in un ambito ricco di suggestione, dove stridere avrebbe creato inutile rumore. Orientate in modo tale da avere sempre una zona in ombra, allietano la vita durante le torride giornate estive italiane. La costruzione non è invasiva, tenta anzi di mimetizzarsi nella vegetazione locale, merito anche del tetto giardino adornato con muschi e piccoli arbusti, senza per questo rinunciare ad un rapporto con l’esterno dosato e calibrato nei punti strategici dell’abitazione. I materiali utilizzati sono molteplici: calcestruzzo, legno, vetro, e acciaio. I materiali esterni sono materiali autoctoni, come le tegole di recupero della copertura, o la pietra locale per il rivestimento del muro lasciato faccia a vista. I listelli frangisole, che regolano l’irraggiamento estivo, ricordano vagamente la Grate (Bamboo) Wall di Kengo Kuma.

 

 

Le scelte bioclimatiche. L’edificio è provvisto di un rivestimento termicamente isolante, e di frangisole sulle vetrate per evitare il surriscaldamento estivo dell’abitazione. Per lo stesso motivo la parte più esposta all’irraggiamento del sole – il soggiorno – è orientato a nord, mentre le camere da letto, estremamente più introverse, sono esposte a sud. Per abbassare ulteriormente la temperatura interna degli ambienti, un unico tubo in pvc corre zigzagando alla profondità di un metro dal pavimento. Si sfruttano due vantaggi che la natura offre gratuitamente: a circa un metro dal suolo il terreno presenta una temperatura inferiore rispetto all’esterno, quindi l’aria viene rinfrescata nel sottosuolo e, grazie all’effetto camino - che però in questo caso deve essere sollecitato da una ventola data la ridotta dimensione della sezione del tubo – viene distribuita a partire dal pavimento. Il sistema assicura un ricambio d’aria pari a 0,5 Volumi/ora.

 

 

L’auto-costruzione sottende un altro tema caro all’architettura: la gestione economica. Sicuramente i listelli frangisole grezzamente lavorati, le tegole di recupero e la pietra locale sono materiali oltre che eco-sostenibili anche economicamente vantaggiosi. E con questo senza nulla togliere alla validità sia progettuale che estetica del Pensatoio, ma anzi a maggior conferma che anche economizzando si può produrre buona architettura.

 

 

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postato da Archiweb alle ore 16:20
martedì, 03 gennaio 2006

Stand Intel Digital Home

Allestimento per Smau 2005

          

Per presentare al meglio l’ultima tecnologia sviluppata da Intel (consolle per Media Center) è stata progettata una rivisitazione di una casa vissuta da una famiglia tipo che vive in maniera altamente tecnologica e sofisticata i vari ambienti diurni e notturni. Per accentrare l’attenzione del visitatore sulla consolle e per far capire rapidamente le potenzialità della “macchina” il volume interno della casa digitale è stato concepito completamente nero (pavimento, pareti e soffitto) ad eccezione di una colonna centrale nella quale è posizionata la consolle. Su tre pedane poste a pavimento si svolgono contemporaneamente tre diversi scenari all’interno della casa: i genitori sul divano del salotto, l’adolescente con il suo pc e i bambini più piccoli seduti sul proprio letto. Premendo uno dei quattro pulsanti colorati dei tre telecomandi vicino alle pedane, si attiva di volta in volta una delle possibili interazioni che l’abitante dei tre scenari può avere con la consolle centrale. Questa interazione è visivamente rappresentata dal cambiamento delle immagini sul plasma posto di fronte alla pedana e dal cambiamento di colore a pavimento che raggiunge come in un gigantesco circuito la consolle centrale.

        

 


Credits Committente: Intel, Progettista capogruppo: Paolo Cesaretti, Gruppo di progettazione: vc a - vannini cesaretti architetti, Collaboratori: Fabio Pansera, Direzione Lavori: Fabio Pansera, Impresa: Gruppo Integrato

Pubblicato su: www.Europaconcorsi.it

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postato da Archiweb alle ore 15:53
martedì, 03 gennaio 2006

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categoria : progetti